L’URLO DELLA PACE

nel Villaggio del Fanciullo

LIBRO - DVD - CD

 

Esperienze

Vissute, Cantate e Raccontate

dal Cantautore - Messaggero di Pace

RINO MARTINEZ

 

PRESENTAZIONE

di S.E. Salvatore Di Cristina Arcivescovo di Monreale

 

 

COSTO EURO 15,00 (Quindici)


 

Che cosa si prova sfogliando questo "strano" libro, fatto per due terzi di fotografie, ritagli di giornali, disegni e, per lo spazio rimanente, di testi per la maggior parte così brevi e immediati da sembrare anch’essi immagini, e di altri testi che invece si presentano corredati di intestazioni e loghi, e altri ancora - i più lunghi - introdotti da titoli nervosi e sonori come colpi di frusta?... Quel che ho provato io è stato, in successione rapida e incoerente, stupore, tenerezza, rabbia, gratitudine, simpatia, speranza, sensazione di impotenza, e soprattutto una voglia irresistibile di fare... almeno qualcosa!

"L'urlo della pace nel villaggio del sorriso", è il titolo del LIBRO - DVD- CD.

È toccato a Rino Martinez, che questo libro ha messo insieme - lui, il poeta cantore di una vita (la sua) fatta dono ai bambini d'Africa perché abbiano "Ali per volare" e a Pippo Madè, il pittore, a cui l'innocenza dei bimbi è congeniale quanto lo è il cuore francescano e che alla loro voce innocente ha voluto affidare l'urlo della pace, l’onore e l’onere della copertina e la testimonianza di un sogno: quell'enigma del "villaggio del sorriso", nel quale l'urlo della pace dovrà un giorno, se Dio vuole, dissolversi e placarsi.

Che il movente di questo libro sia proprio la costruzione di un "Centro Polivalente" da far sorgere a Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo, il "villaggio del sorriso", dunque, ossia il "Villaggio del fanciullo Giovanni Paolo II", appare chiaro già dal fatto che se ne da l’annuncio nella prima pagina di questa pubblicazione.

Naturalmente si tratta solo dell’annuncio della raccolta dei fondi - che si è voluta bene organizzata e solidamente garantita - indispensabile per la sua realizzazione. Ma anche dell’nnuncio che il progetto della costruzione esiste già e che anche il sito nel quale il Villaggio dovrà sorgere è già individuato e del tutto disponibile. È giusto pertanto che si sappia che il sogno è entrato nella fase della sua realizzazione.

E tuttavia non si può negare che un annuncio della raccolta dei fondi è qualcosa ancora troppo allocata nella zona del sogno, nonostante essa abbia giàla forza disarmata e irresistibile della pace: un urlo di pace, appunto, per il Congo martoriato. Riuscirà esso ad aprirsi un varco nel nostro muro di "colpevole silenzio". Sarà capace di restituire agli ex bambini-soldato del Congo, ai suoi mutilatini di guerra, agli innocenti ammalati di AIDS, figli anch'essi della guerra e dell'ingiusta distribuzione delle risorse del mondo e della scienza medica, il diritto fin qui negato a sorridere?

Il sogno comunque ha trovato il suo spazio di concretezza nelle primissime pagine di questa pubblicazione. Il suo curatore ha provveduto a dargli questa prima, promettente promessa. Gli viene appresso, con procedimento quasi a flash-back, una bella rassegna fotografica di bambini, bambini, bambini... a diecine. Con l'intento dichiarato di dar loro visibilità, da protagonisti, alla nostra cronica (ancora una volta colpevole) distrazione che chi preferirebbe quanto più possibile "invisibili".

E tra le fotografie troviamo le lettere: quelle pavesate di stemmi (o di Loghi) e timbri - le tante lettere degli ecclesiastici africani che chiedono (e forse pretenderebbero di farlo con qualche autorità e che invece si azzardano solo a comunicare un bisogno e a raccomandarlo); ma anche quelle di Enti umanitari vibranti di denunzie e doverosamente prodighe di encomi per il nostro Martinez e per la sua Rete di Solidarietà -. Troviamo anche alcune risposte, blasonate anch’esse: promettono, garantiscono, annunziano perfino, rassicuranti e speranzose. Io sono personalmente pronto ad ammettere, insieme con Rino, che si tratta in ogni caso di dichiarazioni di buona volontà, fondamentalmente sincere. Solo a questo patto esse saranno buona semente per la speranza dei fanciulli del Congo, che gli uomini e le donne di Chiesa di quel paese non mancheranno di innaffiare con la loro preghiera. E poi ci sono anche le lettere scritte a mano sui quaderni di scuola, nel francese dei piccoli:

sono piuttosto delle "letterine", che di speranza ne comunicano davvero tanta - quella loro, sincera come la loro ingenuità. È bello vedere come ad esse corrispondono qua e là, nei ritagli della "Cronaca in classe" del quotidiano di Palermo, le fresche riflessioni (e i volti paffutelli) dei nostri ragazzini. Già: i ritagli di giornale! Ne troviamo in buon numero, frammezzati alle fotografie e alle lettere. Ma non hanno molto a che fare con le grandi testate, che invece scarseggiano piuttosto vistosamente. Abbondano in compenso quelli dei quotidiani locali (le grandi testate, si sa, sono troppo intente a "fare" opinione, tornando e ritornando sulle questioni... mille volte più importanti di casa nostra). Riportano pezzi, non raramente toccanti, sulle tante iniziative di Rino Martinez e dei suoi collaboratori: sui viaggi della speranza, ad esempio, da lui stesso organizzati dal Congo a Palermo e dei successivi ritorni (quanto commovente la piccola rassegna di ritagli riguardante il piccolo Roy Beni, ammalato di leucemia e che non si è fatto in tempo a salvare!). Gli articoli e i servizi fotografici, alcuni tratti da giornali africani, sono quasi tutti firmati da onesti corrispondenti e fotoreporter locali; perché, anche qui che ci vogliamo fare? Le "grandi firme" hanno troppo poco tempo per queste cose. E poi costano assai. Non è costato niente invece, e viceversa vale tantissimo, l'appello (anzi L'APPELLO!!!!!!!!!!!) lanciato a firma dei Ragazzi-studenti del "Regina Margherita" e dei loro Docenti responsabili: un vero "grido d'amore contro l’ostilità e l'indifferenza", come essi stessi intitolano, senza dimenticare di attribuire "un immenso grazie" a chi a quel grido si unirà e risponderà. Ebbene, anch'io preferisco chiudere questa presentazione con un appello ai lettori di questa pubblicazione, mentre do per certa la gratitudine della Chiesa e quella gioia che Gesù ha assicurato essere "più grande" in chi da a confronto di chi riceve.

E l’appello è questo:

è tempo di dare una risposta al diritto fin qui negato

dei bambini africani di strada.

È tempo che ci lasciamo conquistare dal sogno del Menestrello di Pace

e di buona volontà, perché ci rappresenti tutti, al meglio.

Viva il "Villaggio del Fanciullo Papa Giovanni Paolo II"

 

 

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“Ali per Volare”

 

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IL VILLAGGIO DEL FANCIULLO “GIOVANNI PAOLO II”

 

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