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Era il 1962, quando mi
trovai catapultato in collegio, al San Rocco di Palermo,
frequentavo la quarta elementare, ero un bambino piuttosto
vivace e ribelle e avevo due grandi passioni - la musica e
il disegno. Al mio fianco, avevo il mio fratellone saggio:
Pino, con il quale ho condiviso tutta la mia infanzia. In
quelle immense e fredde camerate piene di letti si consumava
giorno per giorno la mia solitudine e la mia tristezza,
tutto questo, perché non amavo vivere chiuso dentro quelle
quattro mura, lontano da mia madre e dalla strada, dove
avevo lasciato per sempre i miei piccoli compagni di giochi.
Fu un periodo ricco di
emozioni e di nuove significative conoscenze, tra queste due
fratellini Africani, provenienti dall'Etiopia - paese
martoriato da atroci guerre e dalla miseria più nera.
L'avere vissuto e condiviso insieme a loro un periodo della
vita così intenso mi ha certamente aiutato a leggere il
mondo, nelle sue diversità, con profondo amore e rispetto.
Oggi, a distanza di tanti anni, non mi rimane che una foto
ingiallita che conservo gelosamente, perché in quel periodo
negli sguardi e nei racconti di quei miei piccoli amici, ho
visto nascere il mio amore per l'Africa che nel tempo,
strada facendo, ho scelto come terra ideale dei miei sogni e
del mio impegno umano e sociale.
A quindici anni, scelsi
di vivere e studiare a Rieti, una stupenda città della
Sabina, fu un periodo di grandi novità per la mia vita,
cominciai a frequentare alcuni ritrovi, dove i ragazzi si
incontravano per fare musica; rimasi così affascinato da
questo mondo così pieno di colori e note musicali che decisi
di fare lo "studente-lavoratore" e così il sabato sera
cominciai questa esperienza lavorativa al Terminillo; tutto
questo, per comprarmi una chitarra, che di lì a poco
acquistai con 7500 lire. Ero al settimo cielo, felice,
cominciai a suonare, cantare e finalmente scrissi le mie
prime canzoni: "Droga" – "Sono Innocente", temi verità che
raccoglievo dalla strada, che affrontavano, già da allora,
il disagio dei giovani del mondo, il no alle guerre e alle
violenze. Attraverso la musica, sentivo il bisogno di
denunciare le ingiustizie e dare voce ai più deboli e
indifesi.
Qualche anno più tardi, decisi di mollare tutto
per tentare la scalata al successo... lasciai Palermo e mi
trasferii a Roma. Ebbi la fortuna di cominciare a lavorare
con produttori importanti come Franco Migliacci e Paolo Dossena, feci sigle di cartoni animati, entrai a far parte
del Gruppo Aperto di "Domenica In" con Pippo Baudo... un
inizio folgorante, al punto che in breve tempo fui chiamato
dalla Ricordi per partecipare al Festival di Sanremo 1982,
accettai con gioia di cantare le canzoni fresche di
un'estate come "Caramella" - "Biancaneve", ma il mio cuore
era altrove... ricordo, che alcuni mesi prima, camminando
per le vie di Roma, lungo il Tevere, mi fermò un ragazzo
Africano, il quale mi raccontò la sua triste vicenda umana…
finita male!!! Questo ragazzo, aveva tanta voglia di
ricominciare a vivere, era molto malato e sperava che
qualcuno potesse tendergli una mano... che non arrivò mai. Decisi di scrivere
questa triste storia che divenne, ben presto, una canzone
verità -"Metropoli" che proposi alla mia casa discografica,
la quale non accettò la mia richiesta, e così, seppure
avessi un contratto che mi garantiva successo, soldi e
continuità lasciai, con stupore di tanti, il mondo dorato
dello spettacolo per dedicarmi, attraverso la musica ed i
reportage video ad un impegno quotidiano a favore dei meno
fortunati. Sono stati anni duri e difficili che mi hanno
segnato e messo a dura prova... ma, l'avere visto con i miei
occhi, durante le missioni umanitarie, le drammatiche
ingiustizie subite dal fiero Popolo Africano e da tanti miei
conterranei in terra di frontiera, mi ha convinto ad andare
avanti con forza cristiana e senza paura, per essere come
Padre Puglisi un esempio per quei tanti giovani distratti da
un modello di vita effimero, per i quali sono certo,
possiamo fare tantissimo, dimostrando coerenza, onestà,
impegno reale e rispetto della dignità dell'altro. |