Lettera Aperta

di Rino Martinez

 

20 Marzo 2010

  

Il nostro impegno antimafia

 

Quando l'antimafia è macchiata dalle mistificazioni di chi vuole mantenere il principio di appartenenza politica sulle questioni che dovrebbero vedere i cittadini - " tutti, indistintamente tutti" a manifestare e operare culturalmente e concretamente contro un modello, quello mafioso, che è nelle istituzioni, nella burocrazia ed in tutti i cosiddetti meandri dei settori dove operano indisturbati gli insospettabili, alcuni dei quali si annidano nelle strutture antimafia.

Ha ragione mio fratello Pino a sottolineare che c'é il serio rischio di abituarsi ai soli appuntamenti che ricordano i nostri miti, i nostri martiri, appuntamenti divenuti istituzionali ed ai quali è fondamentale partecipare, ma alcuni, purtroppo, la usano per dare una parvenza di autentico e completo impegno antimafioso; "io vi partecipo e ne sono fiero", ma so bene che tutto questo non basta e noto con delusione, in questo periodo di assoluta decadenza di valori, che nella vita quotidiana ciascuno di noi egoisticamente é lontano anni luce da una vera coesione e condivisione tra le strutture che operano a favore dell'educazione antimafia, quell'antimafia che permette "tutti giorni e non solo occasionalmente" di incidere concretamente sulle coscienze dei giovani e di un intero popolo.

La verità é ricostruita da alcuni fatti, come quello scritto in un articolo da Repubblica e che cita mio fratello Pino, sono chiaramente elementi devastanti che dimostrano l'incapacità di reagire compostamente e con l'autorevolezza di chi ha il compito di denunciare elementi di grave pericolo per una città normale e di una nazione consapevole che non comprende che l'atteggiamento permissivo a favore dei Graviano e Casalesi, pone le basi per gli equilibri mafiosi e camorristici che rischiano senza alcun dubbio di rafforzare i quadri di questi esseri ignobili che s'incontrano durante l'ora d'aria in carcere non per raccontarsi una barzelletta o prendere un caffè ma è chiaro che producono un significativo impegno mafioso che é linfa per chi ha interesse che la struttura del male per eccellenza riprenda fiato con le sue stragi di illegalità diffusa. Dobbiamo assolutamente indignarci e tirare fuori le valide e legittime ragioni per dire al parlamento di non concedere questi privilegi ai mafiosi perché sappiamo bene che il rischio é altissimo e allora é chiaro che vengono fuori delle responsabilità oggettive inequivocabili che con atti a dir poco leggeri fortificano e fanno germogliare il cuore di “Cosa Nostra” che va debellata come il cancro alla radice.

Io ho fiducia in queste nuove generazioni, giovani donne e uomini che sapranno ragionare con la propria testa senza lasciarsi condizionare dalle vecchie nomenclature complici, omertose e mafiose presenti in tutti i settori della società e che incautamente da un lato fanno antimafia di facciata e dall'altro difendono con i loro comportamenti i mafiosi e la cultura che ha devastato interi popoli succubi di questa struttura del male, ancora oggi molto presente in Italia e nel mondo

Sono certo che pian, piano questi nuovi giovani sapranno riportare l'asse della giustizia e della coerenza dentro un impegno vissuto a 360°, da condividere con tutte le forze politiche sane, i gruppi giovanili di ogni estrazione culturale, sociale e politica, le associazioni e tutte le forze sociali sane e propositive capaci di esercitare un grandissimo ruolo antimafia autentico, scevro dalle tossine, in una società che deve sentirsi rappresentata dentro i valori della legalità, della solidarietà e della giustizia; valori per i quali, persone come Padre Pino Puglisi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tanti altri Martiri hanno pagato duramente e con la vita; tutto questo per affermare i valori della libertà e della sacralità della vita. Noi ancora oggi, e faccio una significativa e coerente autocritica, non viviamo compiutamente e sul territorio l'impegno antimafia di costume, nel quotidiano che deve vederci giorno per giorno combattere il male oscuro mafioso sia sotto il profilo culturale che del fare, mantenendo fede all'impegno di essere inflessibili nei confronti di chi si è macchiato di gravissime colpe e può continuare e a mietere vittime e innescare un clima di barbarie e paure nei confronti di una società che vede la politica "TUTTA" incapace di battersi, trasversalmente e con le forze sane, per la difesa dei diritti sacrosanti di tutti i cittadini onesti. Non abbassiamo la guardia e soprattutto non dividiamoci dinanzi ad un impegno che deve vederci uniti contro il modello mafioso e le barbarie di questi esseri umani che non hanno rispetto della persona e neanche dei bambini.

"Non dimentichiamo la terribile fine del piccolo Di Matteo..." loro, i mafiosi, vestiti da agnellini dobbiamo escluderli in modo totale dal nostro modello di vita, così come dobbiamo combattere contro quelle realtà negative che intendono distruggere il modello della famiglia tradizionale.

Il cammino é lungo e certamente doloroso - ma si può fare cominciando ad avere rispetto dei bambini, giovani e donne che subiscono violenze di ogni tipo!!!!!
 

Rino Martinez

(Cantautore – Missionario)

Fondatore – Presidente Associazione Onlus  “Ali per Volare”

info@rinomartinez.com

www.rinomartinez.com

 

 

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